Attacco rapido montato su escavatore durante il cambio della benna in un contesto di cantiere.

Cambiare benna in 10 secondi: con gli attacchi rapidi è possibile

Ecco quale scegliere tra meccanico, idraulico e automatico

Nei cantieri, dove ogni minuto conta, un escavatore in grado di passare da una benna da scavo a un martello demolitore, da una pinza selezionatrice a una trivella può davvero rivelarsi vincente. Se poi per farlo bastano una manciata di secondi e non serve nemmeno che l’operatore scenda dalla cabina, ecco che tempi e guadagni assumono tutta un’altra prospettiva. RMC propone una gamma completa di attacchi rapidi che copre tutte le esigenze: da quelli meccanici più economici e affidabili, a quelli idraulici che permettono operazioni dalla cabina, fino ai sistemi automatici d’ultima generazione in grado di gestire anche i collegamenti idraulici.

Perché tutti stanno montando attacchi rapidi

Non è una moda passeggera, ma una risposta concreta a esigenze operative sempre più pressanti. Cambiare una benna con il metodo tradizionale richiede dai 15 ai 30 minuti, durante i quali l’operatore deve scendere dal mezzo, rimuovere manualmente i perni, pulirli, ingrassarli e rimontarli sulla nuova attrezzatura. Con un attacco rapido, la stessa operazione si effettua, a seconda del tipo di sistema, in un tempo variabile dai 10 ai 30 secondi. È importante inoltre osservare che più rapido, in questo caso, non significa meno sicuro, anzi! Ogni volta che un operatore lascia la cabina si espone al rischio di scivolamenti, schiacciamenti, movimentazione di carichi pesanti. Gli attacchi rapidi, specialmente quelli idraulici, eliminano completamente questo pericolo.

Meccanico, idraulico, automatico: le tre anime dell’attacco rapido

L’attacco rapido meccanico rappresenta la soluzione più economica: se l’aggancio dell’attrezzatura avviene in modo automatico semplicemente posizionando l’escavatore correttamente, tuttavia, lo sgancio richiede che l’operatore azioni una leva esterna o sviti un sistema di bloccaggio. Particolarmente apprezzata da chi lavora prevalentemente con una o due attrezzature, questo attacco è adatto a chi non operi cambi frequenti durante la giornata.

L’attacco rapido idraulico porta invece l’operatività a un livello superiore: sia l’aggancio che lo sgancio vengono gestiti completamente dalla cabina tramite un comando idraulico dedicato. Non serve scendere dal mezzo, non serve sporcarsi le mani, e soprattutto i tempi di cambio si riducono drasticamente. Questi attacchi sono dotati di sistemi di sicurezza avanzati che confermano l’avvenuto aggancio e blocchi meccanici ridondanti che impediscono il distacco accidentale dell’attrezzatura.

Quella degli attacchi rapidi automatici è infine la categoria più evoluta. Il sistema non solo gestisce l’aggancio meccanico, ma collega automaticamente anche le linee idrauliche. In pratica, si passa da una benna a un martello demolitore o a una pinza frantumatrice in pochi secondi, con tutti i circuiti idraulici che si connettono da soli. È facile immaginare come simili facilitazioni nel processo, specialmente in caso di cambio frequente d’attrezzatura, garantiscano produttività impensabili fino a pochi anni fa.

Attacco rapido Cangini montato sul braccio di un escavatore durante un’attività di lavoro in cantiere.

Universale o dedicato: quale attacco per quale lavoro

Oltre alla distinzione tra meccanico, idraulico e automatico, esiste un altro aspetto fondamentale da considerare quando si sceglie un attacco rapido: la differenza tra sistemi universali e dedicati. Gli attacchi rapidi universali sono progettati per lavorare direttamente sui perni standard già presenti sulle benne tradizionali, senza dunque alcuna necessità di modifiche. Questo sistema è particolarmente conveniente per chi possiede già un parco attrezzature consistente o per chi noleggia frequentemente attrezzature diverse. L’aspetto negativo tuttavia è che, aggiungendo uno strato meccanico tra braccio e benna, si perde inevitabilmente qualche centimetro di forza di strappo e si modifica leggermente la geometria di lavoro. Gli attacchi rapidi dedicati, invece, pur richiedendo che ogni attrezzatura sia equipaggiata con una piastra specifica saldata sulla parte superiore (e dunque un investimento iniziale maggiore), offrono vantaggi significativi in termini di efficienza operativa.