Yanmar SV08-1C e Hitachi ZX10U-6: i mini-campioni di RMC Piacenza
Nel mondo delle macchine movimento terra una rivoluzione silenziosa sta gradualmente cambiando il modo di lavorare, e il merito è dei miniescavatori. Questi piccoli giganti, entrambi sotto la tonnellata di peso, rappresentano l’esempio perfetto di come compattezza, versatilità e potenza possano convivere in una macchina da cantiere. Perfetti nei centri urbani, performanti nei lavori di ristrutturazione, i moderni miniescavatori sanno attraversare senza problemi una porta di dimensioni standard e, al contempo, scavare con la precisione di macchine più grandi e pesanti. Ecco perché il mercato impazzisce per i “piccoli”. Due modelli in particolare stanno conquistando professionisti e imprese? Yanmar SV08-1C e Hitachi ZX10U-6.
L’Europa è sempre più “terra di miniescavatori”
I numeri lo confermano: il segmento delle macchine compatte sta vivendo un momento d’oro, con i miniescavatori che stanno letteralmente rubando la scena ai grandi di un tempo. Il motivo? Le città europee, con i loro vicoli stretti e cantieri sempre più angusti, richiedono soluzioni agili e l’Italia, dove il tessuto urbano storico impone spesso spazi complessi, non è da meno. I professionisti cercano macchine in grado di aggirarsi per gli edifici, scavare trincee per la posa di tubi anche nelle vie più strette, operare in giardini residenziali senza distruggere il terreno circostante. Ed è proprio qui che modelli come lo Yanmar SV08-1C (960 kg) e l’Hitachi ZX10U-6 (1.110 kg) si dimostrano imbattibili: sono abbastanza compatti da passare attraverso vani di 68-78 cm, ma sufficientemente potenti da affrontare scavi impegnativi.
Yanmar SV08-1C: il veterano della compattezza
Questo miniescavatore giapponese sa il fatto suo. Larghezza minima di appena 680 mm a sottocarro retratto (si estende fino a 840 mm per garantire maggiore stabilità durante le operazioni più delicate), monta un motore Yanmar a basso consumo che eroga 10,1 CV, abbinato a un impianto idraulico con doppia pompa a portata variabile. Tradotto in parole semplici: lavora veloce e con precisione, senza sprechi di carburante. Ma a renderlo davvero speciale sono la profondità massima di scavo di 1.460 mm (perfetta per la posa di tubi e fondazioni leggere), il raggio di rotazione posteriore di soli 725 mm (ideale per lavorare vicino a muri e ostacoli), il roll-bar ripiegabile (per passare senza pensieri sotto porte o cancelli), e la lama estensibile (solidale con gli allargatori per un utilizzo rapido). E la manutenzione? Semplicissima: basta rimuovere un pannello laterale per accedere ai componenti principali, mentre i rulli a doppia flangia assicurano una ridotta usura dei cingoli nel tempo.
Hitachi ZX10U-6: il nuovo che avanza
Se lo Yanmar è il veterano affidabile, l’Hitachi ZX10U-6 rappresenta l’evoluzione tecnologica del concetto di miniescavatore. Leggermente più pesante, questo modello della serie Zaxis-6 è mosso da un motore a tre cilindri da 9,5 kW (circa 13 CV) che, nonostante le dimensioni contenute, garantisce prestazioni notevoli. La larghezza varia da 780 mm a 1.000 mm grazie al sottocarro regolabile, mentre il raggio di rotazione ridotto di 825 mm lo rende perfetto per cantieri urbani. Tra i punti di forza spiccano: la profondità massima di scavo (ben 1.780 mm), il sistema di traslazione a doppia velocità (che permette spostamenti fluidi ed efficienti all’interno del cantiere), il rullo inferiore esterno a flangia (per maggiore stabilità dell’operatore durante gli spostamenti), e la compatibilità con roll-bar pieghevole TOPS (che facilita enormemente il trasporto). Comfort, semplicità d’utilizzo e di manutenzione vi conquisteranno.


















