Vantaggi e specifiche dei modelli SWA firmati Sunward
Chi lavora in quota conosce il rumore del motore diesel che accompagna ogni manovra, la nube di gas di scarico che si alza tra le impalcature, la necessità di areare i capannoni prima di far salire un tecnico sulla piattaforma. La gamma Sunward a braccio articolato elettrico, distribuita da RMC, cambia completamente questo scenario: tre allestimenti a batteria, pensati per altezze comprese tra i 15 e i 22 metri, capaci di raggiungere punti difficili senza produrre rumore né emissioni, affiancati da una variante diesel dello stesso telaio per chi lavora ancora prevalentemente all’aperto.

Il braccio articolato, soluzione per raggiungere l’irraggiungibile
Diversamente dalle piattaforme a pantografo, che si sollevano in verticale, il braccio articolato è costituito da più segmenti snodati capaci di piegarsi, ruotare e scavalcare ostacoli come una tettoia, un cornicione o un impianto già installato. Quest’articolazione consente di lavorare non solo in alto ma anche lateralmente, avvicinando la piattaforma a punti che un sollevatore verticale non raggiungerebbe mai. Nella versione elettrica il movimento è affidato a batterie al litio che, come detto, offrono numerosi vantaggi: nessuno scarico, nessuna vibrazione del propulsore, un impatto acustico compatibile con ospedali, uffici e reparti produttivi in funzione. I plus, inoltre, si misurano anche in termini economici, perché la manutenzione si riduce ai soli componenti idraulici, abbattendo il costo di gestione.
Il compatto pensato per gli spazi più stretti
Il primo gradino della gamma è il SWA 16JE, capace di un’altezza di lavoro di quasi 16 metri (con uno sbraccio orizzontale di poco meno di 8) e una portata di 230 chilogrammi. Pesa meno di 8mila chilogrammi e supera pendenze fino al 30% grazie alla trazione integrale, restando agile negli ingombri da trasporto, con 6,63 metri di lunghezza da ritratto. È la scelta più naturale per manutenzioni impiantistiche, lavori di facciata attorno a edifici occupati e cantieri edili di media entità, dove serve muoversi con discrezione.
Quando serve superare l’ostacolo
Chi necessita di uno sbraccio maggiore trova nel SWA 18JE-P (18 metri di altezza e 9 metri di sbraccio orizzontale) e nel SWA 22JE-P (22 metri di altezza e 11,68 metri di sbraccio), due alleati pensati per superare cornicioni, tettoie o strutture preesistenti mantenendo la piattaforma sempre stabile grazie al sistema di rilevamento del carico. Il modello maggiore, con raggio di rotazione ridotto e assenza pressoché totale di sbandamento posteriore, risulta particolarmente indicato per ambienti sensibili come l’industria alimentare o chimica, dove rumorosità ed emissioni restano sotto stretta sorveglianza, oltre che per i cantieri urbani stretti tra edifici.

Come orientarsi nella scelta del modello
La selezione dipende da tre fattori: altezza da raggiungere, necessità di scavalcare ostacoli e contesto operativo. Per interni e cantieri contenuti il SWA 16JE resta certamente il più maneggevole, mentre chi lavora a ridosso di strutture articolate, dove serve raggiungere punti nascosti, troverà nel SWA 18JE-P il giusto compromesso tra sbraccio e compattezza. Per le quote maggiori e gli ambienti più delicati il SWA 22JE-P offre il miglior equilibrio tra portata e precisione.